Opere

La Collezione Permanente della Fondazione Roma è composta da un originale excursus di opere che abbracciano un periodo storico-artistico molto ampio, dal 1400 ad oggi, attraversando significativamente tutti i secoli. Un patrimonio che viene costantemente incrementato da periodiche acquisizioni, a dimostrazione del costante interesse della Fondazione per l’arte e della sua volontà di accrescere l’offerta culturale destinata alla comunità.

L’eccezionale raccolta, che vanta dipinti, sculture, stampe, incisioni, ceramiche ed arazzi, è stata costituita con l’intento di preservare l’idea di Roma così come essa si è presentata al mondo della cultura nel corso dei secoli. I capolavori che costituiscono la Collezione sono eterogenei per scuola e per stile, ma il loro insieme si caratterizza per originalità e coerenza. La maggior parte delle opere, infatti, ha un collegamento stretto, per soggetto o autore, con la città di Roma, fulcro dell’attività della Fondazione.

Il percorso della Collezione Permanente parte dal Quattrocento, un periodo di straordinaria fecondità artistica e culturale, con la Madonna seduta orante di Silvestro dall’Aquila, una scultura lignea che conserva il ricordo delle maestose Madonne medievali, sedute sul trono in atteggiamento ieratico, ma al tempo stesso presenta questa solenne figura femminile in una maniera più umanizzata, con un panneggio più morbido, secondo la nascente moda archeologizzante del Rinascimento. Un’altra opera quattrocentesca è l’Imago Pietatis di Piermatteo d’Amelia, che a Roma fu attivo verso la fine del secolo e collaborò con Pinturicchio nella decorazione degli appartamenti Borgia.

I dipinti del Cinquecento sono i primi esempi di un linguaggio nuovo, che permette alla pittura romana di mostrare maggiore originalità rispetto agli altri grandi luoghi stilistici d’Italia. Tra i capolavori di questo secolo è possibile ammirare la Pietà di Marcello Venusti, ispirata al disegno dedicato da Michelangelo a Vittoria Colonna, e la Madonna che legge col Bambino, Santa Elisabetta e San Giovannino, attribuito a Francesco de’ Rossi, detto il Salviati, anch’esso di chiara ascendenza michelangiolesca.

Il Seicento è ben rappresentato dal quadro di Ciro Ferri, Mosè libera le figlie di Jetro, in cui è molto forte l’influsso del maestro di Ferri, Pietro da Cortona, dal dipinto di Angelo Caroselli, Madonna col Bambino e gli arcangeli Michele e Raffaele, che conferma lo stile composito dell’autore, dall’opera di Bernardino Cesari, Achille incontra Teti presso il centauro Chirone e dal Paesaggio con rovine romane del pittore fiammingo Willem van Nieutlandt II, un omaggio alla luce e al passato di Roma, in cui viene ritratta un’ampia porzione dei Fori Imperiali.

Paesaggio con veduta ideata di Roma, il capolavoro di Jan Franz van Bloemen, un altro fiammingo innamorato della Città Eterna, inaugura il Settecento, svincolando la pittura di paesaggio dai pregiudizi accademici che la relegavano a genere inferiore: si tratta di una veduta ideale di Roma dalla sommità dell’Esquilino, di ambientazione arcadico-archeologica, in grado di conciliare natura e storia. La Collezione della Fondazione Roma comprende altri capolavori settecenteschi, come le tre vedute di Giovanni Paolo Panini, Capriccio architettonico con il Colosseo, Veduta della Piazza e della Basilica di San Pietro e Veduta della Piazza e del Palazzo di Monte Cavallo. In questi ultimi due dipinti, che celebrano le residenze simbolo del potere pontificio, il Vaticano e il Quirinale, Panini raffigura le piazze nella loro quotidianità, popolate di poveri, guardie svizzere, signori e sfaccendati. Allegoria della Fortuna, del poeta e pittore arcadico Jacopo Diol, è databile a metà del Settecento, negli anni del pontificato illuminato di Benedetto XIV. Un’altra prestigiosa opera settecentesca è il sontuoso Ritratto di Giacinta Orsini Boncompagni Ludovisi, di Pompeo Batoni, un omaggio vibrante a questa principessa-poetessa, a cui l’Accademia dell’Arcadia aveva tributato grandi onori.

Il patrimonio artistico della Fondazione abbraccia anche l’Ottocento, con opere di grande qualità e interesse, come La partenza della Corsa dei berberi a Piazza del Popolo, di Thomas Jones Barker, che, come una finestra sul passato, permette di affacciarsi su una Via del Corso ormai scomparsa. La strada deve infatti il suo nome alle corse dei cavalli berberi che si celebravano in occasione del Carnevale, colte da Barker nel momento fatidico che precede la partenza.

Il percorso culturale della Fondazione Roma conduce i visitatori verso i paesaggi della Campagna Romana, con dipinti come Capanne nelle paludi pontine, di Onorato Carlandi e Il Paradiso delle Ranocchie (Ninfa),di Napoleone Parisani. In questa sezione è possibile ammirare altri capolavori novecenteschi, come i dipinti della “Scuola Romana”, tra cui Pollarole (Lotta di popolane) di Alberto Ziveri, Esercitazione ai Parioli di Ferruccio Ferrazzi, Caccia alla tigre I e Caccia alla tigre II di Renato Marino Mazzacurati, Lungo Tevere di Ripetta e San Giorgio in Velabro di Francesco Trombadori, oltre alla scultura in bronzo Novecento, realizzata da Arnaldo Pomodoro.

L’arte contemporanea è rappresentata da una serie di opere esposte in occasione della mostra Gli irripetibili anni ’60. Un dialogo tra Roma e Milano, promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei presso il proprio spazio espositivo di Palazzo Cipolla nell’estate 2011. Alcuni di quei dipinti, quali Tuttestelle di Mario Schifano, La camera afona di Emilio Tadini, Specchio di Enrico Baj, Michelangelo di Tano Festa, Of America di Franco Angeli, Uccelli di Gianni Dova, Oiseau di Roberto Crippa e Bianco di Agostino Bonalumi - testimonianza del grande fermento artistico e culturale dell’Italia del dopoguerra, che vedeva protagoniste le città di Milano e Roma - fanno oggi parte della Collezione, rendendo ancora più ricco e completo questo viaggio nel mondo dell'arte.